Poesia

L’interminabile parola data: intervista a Milo De Angelis

di Damiano Sinfonico

Durata e attimo devono essere vivi e sposarsi. Diventare una sola figura. Il mito nella cronaca, la contingenza in ciò che permane. La luna nei falò. La musica delle sfere nella sirena di un’autoambulanza, un incidente stradale nei rottami di un’intera esistenza, il ragazzo che si buca sulla panchina nella morte che abbiamo sfiorato anche noi, nelle nostre morti segrete…

Ah, Montale!

di Damiano Sinfonico

Montale ci ha insegnato che la realtà si curva secondo la nostra fantasia, che tra poesia e vita ci sono pressioni reciproche, costanti, potenti. La sua creazione letteraria ha intercettato il vissuto di numerose donne che in rapporti sempre sfuggenti gli si sono accostate.

Di Dio e Ramonda: due punti di vista sulla poesia

Contrapporre due libri di poesia è un’utile pratica di “ingegneria critica”: Tua e di tutti di Tommaso di Dio vs Una lunghissima rincorsa di Jacopo Ramonda. Diverse idee di stile, rappresentazioni inconciliabili, lirismo dolce contro amarezza dell’analisi: i due poeti finiscono per dire “insieme” la “freschezza” della poesia.

Canonizzare il contemporaneo

di Giancarlo Alfano

Si propone qui un estratto, con alcuni tagli, dell’intervento di Giancarlo Alfano, La contro-favola di Policleto. Tre note sul canone e le antologie, contenuto nell’ultimo numero di “Nuova Corrente”, Visti da fuori. La poesia italiana oggi in Europa, a cura di Damiano Sinfonico e Stefano Verdino, uscito nel primo semestre del 2014.

Un flâneur senza flânerie: Milano dalle finestre dei bar di Luca Vaglio

Milano dalle finestre dei bar (Marco Saya, 2013) è la seconda raccolta poetica di Luca Vaglio. La città rappresentata è del tutto anticonvenzionale: conosciuta a colpi di spirito, senza preoccupazioni definitorie o identitarie. L’io lirico si sposta – o meglio si ritrova – tra pub e locali da happy hour: è un flâneur senza flânerie, un io-avventore che registra scene da movida da una posizione semisommersa e marginale.
La poesia di Vaglio rappresenta una Milano a rovescio, come un vuoto che circondi il “pieno” delle sue intermittenze del cuore.

Poesie-sosta nel purgatorio di Magrelli

di Damiano Sinfonico

Sarà una provocazione ma è noto che uno dei libri più originali della nuova stagione sia stato scritto pubblicato da un Magrelli appena ventitreenne, entrato fin dall’esordio nel catalogo Feltrinelli, anno 1980. E da poche settimane lo ritroviamo in libreria con il suo sesto libro di poesia, Il sangue amaro, einaudiano, come il resto della sua produzione da quasi un ventennio.

Una forma lustra e inconsistente: «La trappola» di Franco Marcoaldi

di Davide Valtolina

Nell’ultimo libro di poesia di Franco Marcoaldi (La trappola, Einaudi, 2012) emerge prepotentemente l’esigenza di condividere le proprie intuizioni in versi piani e trasparenti. Il tema, variamente declinato, è condensato nel titolo: la «trappola», o meglio le «trappole» che minacciano la nostra vita, siano essi sobbalzi psicologici, vuoti esistenziali o vincoli della socialità.

«L’aria pesa per la gola»: recensione a «Dorsale»

di Martina Daraio

Scorrendo l’indice del secondo libro di Maurizio Landini, certamente condizionata dal titolo, ho pensato ad una successione di costole, ad una spina dorsale. Tutto è solido in questa poesia, tutto è materia pesante, piombo, ferro, chiodi, malta. Ma proprio laddove tutto dovrebbe essere più concreto e tangibile la costruzione della realtà si stacca dal linguaggio, la logica del discorso complessivo sfugge e apre una lacerazione.

Immaginazione e dialogo: la poesia di Luigi Socci

di Martina Daraio

Discorso di presentazione del 31/08/2013 per il Festival Adriatico-Mediterraneo.
Luigi Socci è nato ad Ancona, dove vive, nel 1966. È un poeta marchigiano tra i più interessanti del panorama contemporaneo, e dunque uno dei tesori che la nostra terra può offrire. Dopo anni di pubblicazioni a grappolo tra riviste, antologie e siti internet, “Il rovescio del dolore” è la sua prima vera raccolta, costruita in circa un ventennio di lavoro. Si tratta di un libro in cui si utilizzano un linguaggio e delle situazioni estremamente accessibili, osservate “dallo spinoncino della porta”, con uno sguardo defilato ma critico e attento, diviso tra immaginazione e dialogo.

Le trafitture del mondo – “Frontiera” e “Diario di Algeria” di Vittorio Sereni

di Andrea Pastore

Nel faticoso tentativo di definire cosa fosse la poesia, Paul Celan parlò di «un dono fatto agli attenti, un dono che implica destino». Se il concetto di “predestinazione” si discosta un poco da una poesia così riservata come quella di Vittorio Sereni, sicuramente tutt’altra consonanza ha quello di “attenzione”. Attenzione, va da sé, alle problematiche – letterarie e non – della contemporaneità, ma anche profonda scrupolosità nel mantenere una lucida posizione personale lontana dalle correnti e dalle mode, fedele ai propri ritmi e alle proprie necessità.

La casa del poeta

di Alessandro Trasciatti

La prefazione a un libro mai scritto. Il ritratto rubato di un poeta sull’orlo della sparizione. O un viaggio immaginario alla ricerca di quel poeta. Ma poi, quel poeta, è mai esistito per davvero? Se sì, dove si nasconde? “La casa del poeta” potrebbe spiegarlo, ed essere una o l’altra delle tre opzioni, o forse tutte e tre insieme.
Tra lo scherzo e la testimonianza, sospeso tra un tema (la vita di un uomo) e la sua deformazione (in varianti di una realtà sfuggente), Alessandro Trasciatti ci accompagna con garbo e ironia dentro la casa, e il suo mondo possibile, di uno dei più importanti poeti italiani dei nostri anni. (ac)

Il peso della giustizia: “Tribunale della mente” di Corrado Benigni

di Davide Valtolina

Il senso di una giustizia incombente e al tempo stesso inesprimibile grava sulla seconda raccolta in versi di Corrado Benigni, Tribunale della mente (Interlinea, 2012). Benigni, che nella vita svolge la professione di avvocato, attinge dalla propria esperienza un ristretto bacino semantico e un’originale struttura metaforica per costruire un libro compatto e opaco sul male che pervade l’esistenza umana, sempre colpevole e prossima al giudizio.

Versi in tumulto: “Il soffio delle radici” di Carla de Falco

di Lorenzo Cardilli

Il soffio delle radici di Carla de Falco è un libro incalzante e pieno di colore. È la prima raccolta poetica pubblicata dall’autrice, per i tipi di Laura Capone Editore, con la prefazione di Simone Camassa: comprende una settantina di testi organizzati in quattro sezioni “tematiche” più un’appendice. Il primo impatto con la poesia della de Falco rivela una voce compatta e irruente, che senza timore s’impegna nella resa lirica di un’emotività variegata.

Dire e ascoltare l’essenziale. La poesia di Chandra Livia Candiani

di Andrea Cirolla

«Da non perdere d’occhio l’opera di questa grande schiva poetessa, scoperta da Antonio Porta fin dagli Anni Settanta». Così Vivian Lamarque nel 2007. Giovanna Rosadini, curatrice del sesto volume di Nuovi poeti italiani (Einaudi 2012) conferma il giudizio nell’introduzione: «Personalità schiva e appartata […], Chandra Livia Candiani, di origini russe (percepibili nei suoi versi l’eco di poeti amati come Pasternak e Cvetaeva) è un talento genuino e prolifico […] molto poco di ciò che ha scritto ha visto la luce».