Blastare

Una forma lustra e inconsistente: «La trappola» di Franco Marcoaldi

di Davide Valtolina

Nell’ultimo libro di poesia di Franco Marcoaldi (La trappola, Einaudi, 2012) emerge prepotentemente l’esigenza di condividere le proprie intuizioni in versi piani e trasparenti. Il tema, variamente declinato, è condensato nel titolo: la «trappola», o meglio le «trappole» che minacciano la nostra vita, siano essi sobbalzi psicologici, vuoti esistenziali o vincoli della socialità.

“L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore”: un marchingegno difettoso

di Francesca Salamino

Il rischio di parlare di sentimenti universali, come l’amore, è quello di abbattere il confine tra grandi verità uguali per tutti ed esperienza personale, imperfetta e affatto uguale per tutti. Allora la chiave diventa il modo in cui si parla di tutto questo. Questo modo deve essere chiaro, proponendosi come qualcosa di definito e di comprensibile, e subito dopo onesto, rispettando la forma che si è scelta per raccontare.

Nel territorio nemico della Resistenza

di Giacomo Raccis

Antonio Scurati, qualche anno fa, concludeva un suo breve saggio sulla Letteratura dell’inesperienza invitando tutti gli scrittori a scrivere i propri romanzi come fossero dei romanzi storici. Ne faceva una questione di posizionamento di chi scrive rispetto al proprio ambiente sociale: non si trattava necessariamente di parlare di epoche storiche lontane, di vicende dimenticate o di riscritture di verità arcinote.
Ad ogni modo, non si può dire che quell’esortazione non sia stata seguita. Anzi. Come anche un recente volume di Giuliana Benvenuti sottolinea, oggi il romanzo storico vive in Italia una nuova giovinezza. Se mai ne avesse avuto bisogno…

Annegare nella vasca dei terribili piranha

di Giacomo Raccis

Tutto comincia con una pista interrotta: Marinatos, detto il Filisteo, uomo burbero e strampalato, trascorre il proprio tempo libero a cercare per le spiagge di Fuerteventura oggetti abbandonati dai surfisti, con i quali arricchire il suo «museo-mausoleo», una specie di Merzbau a picco sul mare. Una mattina incappa però nel corpo esile ed esanime di uno strano essere, dotato di zampe e branchie… Neanche 40 pagine e Marinatos è già morto.

Confezioni in cartonato

di Marco Bellardi

Si discute spesso di come l’editoria nostrana cavalchi il fenomeno dei giovani esordienti, proponendo sul mercato opere che forse meriterebbero una più lenta maturazione. È questo il caso di Sarah Spinazzola, Il mio regalo sei tu, romanzo di suggestioni autobiografiche.

Adolescenti elementari

di Marco Bellardi

Alla fisica dei quanti Werner Heisenberg diede un contributo fondamentale. Per primo colse l’impossibilità di determinare simultaneamente posizione e quantità di moto di una particella elementare, essendo sempre l’osservatore coinvolto nell’esperimento in modo da interferire con esso. Il postulato è mutuabile dalla letteratura, specialmente se riferito all’indagine sull’adolescenza, età fuggevole e renitente alla classificazione quant’altre mai nella vita.

Steinbeck e le riedizioni Bompiani

di Davide Saini

Quest’anno cade la ricorrenza dei cinquant’anni dal riconoscimento del Premio Nobel per la letteratura a John Steinbeck (1902-1968). So bene che può non voler dire nulla, che molti Nobel sono ingiustamente osannati come altri giustamente dimenticati. Ma, a mio avviso, Steinbeck è della terza categoria: ingiustamente dimenticato.

Potevamo risparmiarci un libro…

di Giacomo Raccis

Il pezzo che inaugura la rubrica Blastare della «Balena bianca» nasce da un ragionamento che solo nella sua seconda parte tocca l’essenza stessa – forma e contenuto – del libro in questione. Il cane che mi guardava di Giovanni Ubezio è presentato nella rinnovata collana Narrativa del Saggiatore, tra le prime e meno convenzionali proposte del suo nuovo editor, lo scrittore Giuseppe Genna.