Personale piccola playlist: ha tutte le carte in regola

pierociampidi Davide Saini

Non potevo in questa breve carrellata di canzoni non citare Piero Ciampi, cantautore tra i meno considerati in assoluto in Italia e il cui genio sta sparendo velocemente dalla prospettiva di tutte le generazioni.

Cantautore dal carattere indipendente e complicato, di origini Livornesi visse a Pisa e a Parigi (dove conobbe Céline) e bevve tanto. Un gran bevitore. Un cantautore profondo e piuttosto difficile da avvicinare, che incideva i suoi primi album negli anni ‘60 della canzonetta italiana, per la precisione negli anni in cui Gianni Morandi faceva innamorare gli italiani. Un perdente nato forse, ma un perdente con un grande talento.

Un personaggio che biograficamente somma a una vita professionale difficile una privata ancor più difficile, negli anni ‘60 continua a fuggire senza dire nulla a nessuno viaggiando per il mondo e facendo scappare le due donne che provano a stargli stabilmente vicino. Gli anni ‘70 professionalmente sono più appaganti per Ciampi grazie all’amico Gino Paoli che lo aiuta ad avere un contratto, ma anche a collaborazioni con cantanti come Dalida (La colpa è tua), Nada (che incide l’album Ho scoperto che anch’io esisto) e a un tentativo di tour con gli amici Paolo Conte, la stessa Nada e Renzo Zenobi. Nel 1980 Piero Ciampi muore a 46 anni.

Parlerò revemente qui di una delle sue canzoni più famose: Ha tutte le carte in regola. Questa canzone, scelta tra le molte significative della sua opera, è il ritratto di un artista. Un ritratto bohème di caratteristiche che sono state per tanti versi proprie del cantautore stesso, che ingloba anche alcuni elementi della sua biografia (per quanto la canzone, in realtà, è dedicata al pittore Federico Sirigu). La vita agra di un grande artista. Una canzone integralmente in terza persona, un quello che dicono gli altri ipotetico e contaminato con l’idealizzazione.

Un affascinante ritratto del poeta compiuto da un vero cantautore, messo in parole su una musica che con la sua scarnezza accompagna questo che, in fondo, “è un miserere”.

Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Ha un carattere melanconico,
beve come un irlandese.
Se incontra un disperato
non chiede spiegazioni,
divide la sua cena
con pittori ciechi, musicisti sordi,
giocatori sfortunati, scrittori monchi.

Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Non gli fa paura niente
tantomeno un prepotente.
Preferisce stare solo
anche se gli costa caro,
non fa alcuna differenza
tra un anno ed una notte,
tra un bacio ed un addio.

Questo è un miserere
senza lacrime.
Questo è il miserere
di chi non ha più illusioni.

Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Detesta lavorare
intorno a un parassita,
vive male la sua vita
ma lo fa con grande amore.
Ha amato tanto due donne,
erano belle, bionde, alte, snelle,
ma per lui non esistono più.

È perché è solo un artista
che l’hanno preso per un egoista.

La vita è una cosa
che prende, porta e spedisce.



Categorie:Davide Saini, La baleRa bianca

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